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29 MAGGIO 2017 - LE TUTTOLOGHE E I TUTTOLOGHI

E’ partita una nuova crociata. Questa volta, dopo i Servizi Sociali, riguarda le mense scolastiche: gradimento o non gradimento del cibo, etnico o mediterraneo.

I dati, ampiamente positivi sono già stati  illustrati in modo chiaro dall’assessore Samuele Mascarin nel Consiglio Comunale del 25 maggio 2017: sono stati distribuiti questionari ai bambini della scuola dell’infanzia e agli alunni delle scuole primarie, agli insegnanti e al personale ausiliario, generalmente gli intervistati si sono dichiarati soddisfatti del servizio, con percentuali maggiori di risposte sul giudizio “buono”.  Sono  stati anche comunicati i dati delle percentuali di gradimento del monitoraggio effettuato dai genitori del Comitato mensa, che si recano nei refettori, in giorni a loro scelta, per l’assaggio: il primo piatto risulta gradito al 67% fra i bambini e al 74 fra gli adulti; il secondo al 65% fra i bambini e al 75% fra gli adulti.

Ciò nonostante il consigliere Del Vecchio, assieme a chi lo segue, continua la sua “crociata”. Penso che per lui saranno inutili queste mie parole, ma sono utili e necessarie per mettere un po’ di ordine rispetto a ciò che significa avere un buon rapporto con l’alimentazione in una dimensione educativa ed in una dimensione individuale.

I tuttologi purtroppo sono quelle persone che pretendono di esprimersi in ogni campo del sapere, pure quando non ne hanno competenza scientifica o esperienziale; questi possono creare parecchia confusione e pure danni, perché il loro agire nasce dal dare discredito a chi ogni giorno studia, prepara, educa.

Io di questo argomento posso e devo parlare perché ho avuto un’esperienza bellissima come educatrice per più di trentacinque anni.

Il cibo non è solo cibo, è legame di attaccamento, è un modo per dire sì o per dire no alle richieste degli adulti, il cibo è curiosità, è convivialità, socialità, scambio. Le educatrici e le maestre del comune di Fano, prima dell’ingresso al nido o alla scuola dell’infanzia, incontrano più volte i genitori o gli adulti di riferimento; viene compilata assieme a questi una scheda di colloquio individuale che in molte parti riguarda l’alimentazione e le modalità della somministrazione del cibo: il bambino mangia a tavola con i genitori, mangia da solo, mangia in piedi …..

Ogni giorno viene esposta fuori dalla sezione una tabella che riporta  in maniera distinta il primo, il secondo piatto, il contorno, la frutta.

Dopo il periodo dell’ambientamento passa un po’ di tempo prima che i bambini e le bambine inizino a mangiare a scuola, viene posta la massima attenzione nel preparare il piatto, più o meno pieno assecondando quelle che sono le caratteristiche di ogni piccolo, i cibi poco graditi vengono inseriti sempre in piccole quantità.

Lo stare insieme, il condividere il pasto è uno dei momenti fondamentali della routine degli spazi educativi. Il rifiuto del cibo può arrivare anche improvvisamente perché qualcosa di altro in quel momento particolare della crescita sta disturbando il piccolo.

Ma è pratica costante di educatrici e maestre lo scambio con gli adulti di riferimento. Si fanno dei grandi o piccoli aggiustamenti, si cambiano delle modalità, si cerca di attivare la curiosità, si rendono protagonisti attivi i bambini e le bambine, si cercano contesti più favorevoli.

L’educazione alimentare è anche educazione allo stare insieme, al condividere, all’interagire e ad avere delle regole.

Sentire in Consiglio Comunale una lezione sulla inadeguatezza dell’alimentazione scolastica è stato a tratti imbarazzante e paradossale anche per orecchie abituate purtroppo ormai a sentire di tutto.

Consiglio a Del Vecchio la lettura del libro Prosciutto e uova verdi di Dr. Seuss.

Fano, 29 maggio 2017

Carla Luzi - Consigliera Sinistra Unita

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